Il TFR è già tuo: la scelta è solo dove farlo crescere.
Ogni anno accantoni circa uno stipendio diviso 13,5 di TFR. Puoi lasciarlo in azienda (rivalutazione fissa, tassazione dal 23% in su) o destinarlo al fondo pensione, dove viene investito, si porta dietro il contributo del datore di lavoro e viene tassato al 15% (fino al 9%).
Con la Legge di Bilancio 2026 le regole cambiano: iscrizione automatica per i nuovi assunti dal 1° luglio 2026 e più aziende obbligate a girare il TFR all'INPS — da dove non si può più spostare.
Destinando il TFR al fondo con il tuo contributo minimo, il datore aggiunge il suo (da CCNL): chi lascia il TFR in azienda ci rinuncia ogni anno.
TFR in azienda: tassato dal 23% in su. Nel fondo pensione: 15%, che scende fino al 9%. Su 100.000 € di montante sono oltre 10.000 € di differenza.
Se la tua azienda supera le soglie dimensionali, il TFR lasciato in azienda finisce al Fondo Tesoreria INPS e non è più trasferibile al fondo pensione.
Gli esempi riportati sono puramente illustrativi e non costituiscono offerta contrattuale. Premi, massimali, franchigie e condizioni dipendono dal prodotto scelto e dal profilo dell'assicurato: prima della sottoscrizione leggi sempre il set informativo disponibile sul sito della compagnia.
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