Ogni anno il fondo TFR si rivaluta per legge e l'azienda versa il 17% di imposta sostitutiva: un debito che cresce da solo. Quantificalo e scopri quanto vale spostarlo.
Il TFR che resta in azienda non è una somma ferma in bilancio: è un debito verso i dipendenti che si rivaluta ogni anno per obbligo di legge. L'art. 2120 del Codice Civile impone di applicare al fondo accantonato al 31 dicembre precedente un coefficiente pari all'1,5% fisso più il 75% dell'aumento dell'indice ISTAT FOI.
Su quella rivalutazione l'azienda versa, in qualità di sostituto d'imposta, un'imposta sostitutiva del 17%: liquidità che esce davvero, ogni anno, indipendentemente dall'andamento dell'impresa. A questo si aggiungono il contributo al Fondo di Garanzia INPS (0,20% del monte retributivo) e gli oneri impropri (0,28%).
Il paradosso è noto a ogni imprenditore: il TFR è l'unico finanziamento il cui costo non si conosce in anticipo, perché dipende dall'inflazione. Nel 2022, con un coefficiente vicino al 10%, molte aziende hanno visto il costo del proprio fondo quintuplicare in un solo esercizio.
Più l'inflazione sale, più cresce il debito verso i dipendenti. L'azienda si assume un rischio finanziario che non ha scelto e che non può coprire.
Le uscite per TFR (dimissioni, pensionamenti, anticipazioni) arrivano quando arrivano. Chi ha il fondo in azienda deve trovare cassa nel momento esatto della richiesta.
Il TFR versato a un fondo pensione esce dal bilancio: niente rivalutazione da sostenere, niente imposta del 17% da versare, più deduzione IRES maggiorata, esonero dal Fondo di Garanzia e riduzione degli oneri impropri.
Inserisci i dati del tuo bilancio: il prospetto si aggiorna mentre scrivi e si può stampare per il commercialista.
Voce C) del passivo, al netto delle anticipazioni erogate.
Retribuzione annua ÷ 13,5. Non si rivaluta nell'anno di maturazione.
Serve per il contributo al Fondo di Garanzia e gli oneri impropri.
Sotto i 50 dipendenti la deduzione IRES maggiorata è del 6%.
Dati ISTAT, indice FOI di dicembre.
Costo della rivalutazione — primo anno
€ 0
Rivalutazione lorda
€ 0
Imposta sostitutiva 17%
€ 0
Netto accantonato al dipendente
€ 0
Fondo TFR a fine anno
€ 0
Il fondo cresce per nuove quote e per rivalutazione: entrambe restano un debito verso i dipendenti.
| Anno | Fondo iniziale | Rivalutazione | Imposta 17% | Quota nuova | Fondo finale |
|---|
Il TFR conferito esce dal bilancio: niente rivalutazione da sostenere, niente imposta del 17% da versare, più tre agevolazioni di legge a favore del datore di lavoro.
Alla liquidazione cambia l'aliquota: dal 23–28% della tassazione separata al 15%, che scende dello 0,30% per ogni anno di partecipazione oltre il quindicesimo, fino a un minimo del 9%.
| Voce | TFR in azienda | TFR nel fondo pensione |
|---|---|---|
| Montante lordo stimato per dipendente | € 0 | € 0 |
| Aliquota applicata | 23,00% | 15,00% |
| Imposta finale | € 0 | € 0 |
| Netto liquidato | € 0 | € 0 |
| Maggior netto nel fondo pensione | € 0 |
Gli esempi e i risultati del calcolatore sono puramente illustrativi e non costituiscono offerta contrattuale né consulenza fiscale o del lavoro. La rivalutazione segue l'art. 2120 c.c.: 1,5% fisso annuo più il 75% dell'aumento dell'indice ISTAT FOI, applicato al fondo accantonato al 31 dicembre dell'anno precedente. L'imposta sostitutiva del 17% grava sulla rivalutazione ed è versata dall'azienda in qualità di sostituto d'imposta. La deduzione IRES maggiorata è del 6% del TFR conferito per le aziende fino a 49 dipendenti e del 4% oltre tale soglia (art. 105 TUIR), con aliquota IRES al 24%. Il confronto sulla tassazione al dipendente utilizza un'aliquota separata indicativa del 23% e non sostituisce il conteggio del consulente del lavoro. I rendimenti dei fondi pensione non sono garantiti e non sono inclusi in questa stima. Prima dell'adesione leggi sempre il set informativo disponibile sul sito della compagnia.
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